lunedì 8 marzo 2021

Benvenuto nella casta......dei ratti!

 Benvenuto nel Club!

Così disse l'uomo dal cappellino shimano saldato in testa, ad un mio amico che prese un dentice enorme da riva, con una gatti due pezzi, uno zauber di plastica, ed un mare forza 5.

Credo che già al tempo fosse un'uscita infelice, che rende bene l'immagine di ciò che era, ma soprattutto di ciò che sarebbe diventato il mondo della pesca.

I semi del prostaffismo stavano già germogliando, era solo questione di tempo.

Fu da subito sentita l'esigenza di creare dei distinguo, il rimarcare, nelle maniere anche più fantasiose che non tutti eravamo uguali....c'era chi era sempre un gradino più su degli altri. O almeno così credeva.

Delle primordiali forme di autoincoronazione avevano fatto la comparsa nello scenario dello spinning.

I "moderatori", figure mistiche sapientemente create a tavolino, che di pesca praticamente nulla sapevano, salvo rare eccezioni, ma che costituivano il primo vero ostacolo all'uguaglianza piscatoria.

Chi non lo era voleva diventarlo e chi lo era, difendeva la sua "cerchia" commettendo i bannaggi più efferati.

Le valanghe partono sempre così, da un pugno di neve che cade verso valle, trascinandone sempre più, via via che si scende, fino alla distruzione totale.

E' così che andrà.

Siamo alle fasi finali della valanga, quasi a fine corsa. E chi era lungo il suo percorso verrà spazzato via. Solo che a salvarli non verrà nessuno. Non ci saranno i cagnacci addestrati per recuperare i dispersi. I vostri salvagenti a nulla serviranno, ne le felpe sponsorizzate.

I moderatori, pur avendo vissuto anni davvero ruggenti, non hanno potuto evitare l'ineludibile declino a cui erano desinati già dalla loro nascita. Non riuscirono ad intercettare il cambiamento perchè credevano che il loro status fosse destinato a durare per l'eternità. 

Tuttavia alcuni ebbero modo di riciclarsi, mutando il loro ruolo.

Era ormai il tempo dei prostaffe, individui al passo coi tempi, sempre più frenetici, che avevano il compito molto meno arduo ( perchè assolutamente privo del concetto di coerenza ) di sostenere le aziende per le quali avevano dato in pegno il loro deretano.

Di quattrini credo che nessuno ne abbia mai visto, i più fortunati pagati in attrezzatura, alcuni forse in natura, altri credo che invece pagassero direttamente l'azienda, che così ci lucrava due volte.

Fu anche qui una corsa al prostaffismo più sfrenato, tutti cercavano sponsorizzazioni, cappellini, felpe, magliette, borracce, qualunque cosa pur di dire che si era prostaffe.

Si saltava tutta la gavetta..... perchè che diamine..... quale azienda si sarebbe fatta rappresentare da degli scappati di casa che a stento distinguevano un polpo da una spigola?

La risposta fu "tutte". Nessuna ebbe il benchè minimo decoro nel scegliere i propri prostaffe, si piazzarono tutti, chi meglio chi peggio, ma di cappellini ce ne erano per chiunque.

Diventare prostaffe voleva dire avere voce in capitolo. Così pensavano.

Lo scenario sebbene variegato, era per lo più composto da analfabeti totali, nani da giardino, baffetti, minorenni e forse alcuni travestiti.

I mercanti avevano preso possesso del tempio.

Tale abbondanza di facce, votate ad una causa che loro non era, dalla quale nulla ci guadagnavano, unita all'ormai fiorente "canale cinese", permise la nascita di aziende che potevano contare su un marketing totalmente gratuito ed altamente efficace, data la incessante necessità dei prostaffe di prevalere sugli altri.

Nemesi fishing, marchio proto-sardo, cosi mi pare di aver capito, sostenuto dalle vecchie, vecchissime glorie isolane, più meteore per la verità, le esche bluespin, le mitiche capture, oggi rapture, nomura e svariate handmade lures factory..... alcune resistono fino ad oggi, altre son durate quanto un gattaccio sull'aurelia. 

Tutto poteva essere postato in nome dell'azienda, dai pesci lucertola, ai granchi, alle occhiate, foto di lenze spezzate, ancorette piegate e cosi via. 

Ma la valanga sta raggiungendo il fondo valle, i moderatori già sepolti in quota..... il manto nevoso si sgretola anche sotto i piedi dei prostaffe.

Che possono fare per salvarsi? Come correre più veloci della slavina?

Ci saranno i morti, questo è sicuro, tuttavia l'istinto di sopravvivenza ancora una volta riuscirà a salvare la specie. Come i ratti del resto, quelli ormai chi li ammazza più? Luridi roditori, abili nell' infilarsi ovunque, spelacchiati, appestati ma sempre vittoriosi nella guerra per la sopravvivenza.

C'è sempre qualcuno che si adatta alle mutate condizioni.... che si evolve, come nelle teorie darwiniane, così anche nel fantasmagorico mondo della pesca il male continuerà il suo percorso in forme sempre nuove.

Come possono i prostaffe sopravvivere a se stessi? Pur avendo tutto ciò che gli serve, attrezzature, aziende, canali instagram e facebook, come reagiranno al fenomeno della sovrappopolazione?

Ci può venire in soccorso un interessante esperimento  dell'etologo John Bumpass Calhoun, sulla sovrappopolazione nelle colonie dei topi, poichè ratti e prostaffe, come già detto, sono assolutamente assimilabili, per indole, comportamento ed in alcuni casi anche fattezze, tra baffetti, spelacchiature e incisivi prominenti. 

Creando il mondo perfetto per la colonia di topi, e cioè fornendo loro cibo e acqua illimitati ed eliminando i limiti fisici, dopo una rapida crescita della popolazione, cominciarono a riscontarsi le prime problematiche, non prevedibili almeno in linea teorica, che ( sintetizzando al massimo ) portarono alla morte di tutta la colonia.

Nessun superstite. E questo accadde in tutte le colonie sottoposte al medesimo esperimento.

Nel mondo dei prostaffe le cose vanno in maniera leggermente diversa, si stanno facendo furbi e così alcuni di loro mutano forma per sfuggire alla sorte dei topi, diventando Guide di pesca...o meglio...fishing guide.

Le prerogative rimangono pressochè identiche, i cappellini sempre in testa, i salvagenti sempre indosso, anche quando sono in macchina, go pro attivate col comando vocale e via a produrre contenuti sponsorizzati.....solo che per la prima volta investono anche in loro stessi.

Se per essere prostaffe c'è bisogno di una o più aziende di riferimento, per essere guide non c'è bisogno di nulla, se non la faccia di culo da considerarsi tali dopo aver preso 3 pesci, visto 4 posti e postato 5 foto.

E se qualcuno dovesse obbiettare che da qualche parte bisogna pur cominciare, rispondo dicendo che c'è modo e modo di fare le cose.

I prostaffe parlavano di club, le guide parlano di casta....."benvenuto nella casta!" con quell'aria di chi guarda dall'alto in basso chi va a pesca e tendenzialmente si fa i cazzi suoi, salvo per un impeto di vanteria, far vedere ogni tanto quello che si è pescato.

Come quelli che riconoscono lo spot e lo fanno intendere in eventuali commenti. 

Guide/ tester / prostaffe pensano che i club o le caste le abbiano fondate loro..... huahuhuauhauhauhauhauh....rido per non piangere. Non solo perchè se mai ci dovessero essere cerchie di qualunque tipo loro ne sarebbero completamente esclusi, pesci alla mano, ma perchè c'è solo una semplice ed elementare differenza, ed è quella fra chi buca e chi non buca.

E buca quasi sempre di più chi pesca sotto traccia.

Tutto il resto son chiacchiere da pc.

Della cacciata dei mercanti dal tempio nel parlerò in un altro pezzo.

Qua mi limito a sottolineare che prostaffe, tester, ambassador e fishing guide provengono tutti dalla medesima matrice, un po' come topi, ratti e nutrie luride...sempre roditori sono....e la fine che fanno quando sono troppi è scientificamente provata.


 




venerdì 23 ottobre 2020

Non bibbie ma testi sacrileghi

Ci risiamo.

Cosi come il Covid travolge nuovamente la società , quando sembrava se non sconfitto, quantomeno tenuto sotto controllo, così i prostaffe stanno scagliando un secondo e potentissimo attacco al quieto vivere di coloro che prendon pesci e non rompono i coglioni con i perculator, le canne da 5/8 di seghe d'oncia, le belle livree, e quella parlata toscana misto sardo che ci ha un po' rotto il cazzo.

E che ci crediate o no, non sto parlando del mago Galbusera "sardo" ( così mi sembra di aver capito ) che va in giro per l'Italia e non solo, a produrre video di una volgarità senza precedenti nel panorama prostaffistico europeo.

Su di lui sto preparando un pezzo dedicato.


L'orizzonte è affollato da decine e decine di tester e prostaffe sempre più spregiudicati, decisi una volta e per tutte ad impadronirsi dello scenario piscatorio postando su feisbuc, forum credo di no perchè son morti, e forse manco li hanno conosciuti, video su youtube e ovviamente materiale di ogni tipo su instagram, arrivando finanche alle dirette, in cerca di nuovi adepti da ammansire a colpi di jiggate extreme, top water action, e canne da 8 once lunghe minimo 3 metri, per dominare il mediterraneo alla ricerca del big bluefin tuna, vera mecca di qualunque esagitato privo di raziocinio, che si fa le s#ghe guardando i video dei nani australiani, abili ad esprimersi solo attraverso suoni onomatopeici.

Fateci caso, non c'è più un video nel quale non si sentono urla, urletti, e suoni privi di senso compiuto.

Ma dimenticano che loro pescano dall'antemurale del porto, o dalle profondissime coste oristanesi, e la canna che hanno comprato seguendo il loro guru, la possono usare per legare le piante dei pomodori dell'orto del nonno. 

La pesca è uno specchio della vita civile, quello che accade qua, succede là e viceversa.

Non c'è da stupirsi se, per emergere dal mare di merda che ci circonda nel mondo delle squame, si tenti qualunque strada, anche a costo di perdere la faccia. 

L'esperienza ci insegna che quando la concorrenza è spietata, l'unico modo per venirne a capo è la qualità. Per venirne a capo nel lungo periodo intendo.

La gazzosa si sgasa subito. Il tempo è il giudice più equo di tutti. Quanti ne abbiamo visto emergere ed affondare nel giro di pochi anni, se non mesi.

Fenomeni che, approfittando di circostanze favorevoli, si erano semplicemente venduti bene, spariti sotto i colpi dei cappotti, dell'analfabetismo, e della pochezza della loro esperienza.

Il tempo degli onori finirà anche per le nuove leve, probabilmente per tutte. 

Il mio temo sia già finito da un pezzo. Sono un predicatore nel deserto, non c'è futuro. Sfiletto responsabilmente ma non urlo, non sono volgare, scrivo su un blog, non pratico " extreme shore jigging" e "land based game" ed ho addirittura una laurea.

C'è stato un momento in cui, preso dal delirio di onnipotenza, ho pensato di scrivere seriamente un'opera cartacea sulla pesca da me vissuta.

Non "come pescare", ma semplicemente "come ho pescato", giusto o sbagliato che fosse, il tempo in cui avevo tempo prendevo pesci a palate. Riguardo le cartelle del 2013-2014, roba da strapparsi i capelli. E senza bisogno di andare in Grecia o Corsica.

Ora è cambiata solo la frequenza con cui vado a pesca. Cioè tutto. A pesca bisogna andarci, il pesce viene di conseguenza.

Ma la notte, anzi le notti, mi hanno portato più miti consigli, facendomi desistere dal buttare giù migliaia di parole per qualcosa che avrei voluto condividere per pura vanità credo.

Ebbene....pochi giorni fa ho visto accadere l'ineluttabile.

Hanno scritto una guida sullo spinning in Sw.

Che poi, a pensarci bene, in quest'ultimo anno, sono spuntate un sacco di "guide" di pesca, autodefinitesi tali, e ben potrebbero aver appestato anche il mondo delle lettere, non solo quello delle acque del mare o degli stagni marci.

Per prima cosa ho pensato a chi potesse avere la levatura morale per permettersi un azzardo simile.

Qualche nome mi sovveniva alla mente e speravo che, se di guida veramente si trattava, provenisse da uno dei papabili.

Ma di questi tempi, dove nessuno di spessore ha la voglia di prestare la propria opera per risollevare le sorti della nostra società ormai alla frutta, potevo credere, anche solo per un istante, che un pescatore di COMPROVATA e VERA esperienza ci potesse omaggiare di una sua "guida"? 

Manco per il c@zzo.

Vado a vedere l'autore e per poco non perdo i capelli dallo spavento. 

Una settimana contando i morti sul cuscino, rivoltandomi nel letto pensando alle miriade di cazzate in cui, l'incauto lettore si imbatterà, sfogliando l'imperdibile guida dello spinning Sw.

Io fra l'altro sono per il partito dell'autostima, a patto che provenga da una lettura realistica della realtà.

Ma in questo caso la realtà è tragica. Un account instagram drogato da followers palesemente comprati, che fino a poco tempo fa si alimentava da autolikes, stracolmo di pesci presi al porto o sulla passeggiata cittadina di Cagliari.

Millanta 30 anni di esperienza, a parte che forse i conti non tornano, ma anche se fossero 20, o 15, passati a pescare spigole luride e serracci marci di porto....ma cosa ci vorrebbe insegnare?

Che dire, in questi tempi di magra, se proprio dovete rinunciare a qualcosa, rinunciate tipo a mangiare, saltate un pasto ma compratevi, (si compratevi perchè siamo arrivati al punto che le cazzate si pagano) la già leggendaria "bibbia sacra sulla spigola". Di fame non morirete più.

Maestro insegnaci, anzi "guidaci".

L'invettiva, se pur condivisibile, è minata alla base dalla non conoscenza del testo in questione. Avrei dovuto comprarlo, leggerlo e poi eventualmente criticarlo. Ma capitemi, non posso farlo. Vado ad intuito, certo se poi la bibbia sulla spigola dovesse contenere approcci veramente innovativi, sarei pronto a riconoscere l'inopportunità di questo mio scritto.

Ma così non sarà.

Lo dico e lo ripeto, non c'è più nulla, ma da anni, di nuovo da dire sullo spinning. Nulla che sostituisca l'andarci di continuo.

Quello che è stato detto 10 anni fa è perfettamente valido al giorno d'oggi.

Chiunque si voglia cimentare, non ha bisogno di guide, al massimo avrebbe bisogno di conoscere i luoghi....ma equivarrebbe "saltare" quella fase veramente essenziale per capire come pescare.

Siamo nell'epoca in cui il presidente del consiglio, anzichè chiedere che vengano mandati ai lavori forzati, chiama in suo aiuto fedez e la ferragni.....ma di che cazzo stiamo parlando. Come si può sperare che le cose vadano meglio??